04 giugno 2009

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L’anfibio pensante

 

di Matteo Montesi


…amate l'architettura per le gioie e le pene alle quali le sue mura, sacre all'amore ed al dolore, hanno dato protezione, per tutto quello che hanno ascoltato (se i muri potessero parlare!) ed hanno conservato in segreto: amatela per la vita che s'è svolta in essa, per le gioie, i drammi, le tragedie, le follie, le speranze (questa forma di follia), le preghiere, le disperazioni (questa forma di lucidità), i delitti stessi che rendono sacro - amoris et doloris sacrum: come è scritto sulla chiesa della Passione a Milano - ogni muro: muri, pieni di storia, di fatica, di vita e di morte, di poesia, di follia, di ricchezza e di miseria…


Gio Ponti, "Amate l’Architettura"


Chiunque venendo in piscina per trascorrere due ore di sport si sarà accorto del rudere che si trova adiacente al cimitero di Vighignolo, a due passi dalla DDS. Quel rudere è ciò che resta della chiesa di San Sebastiano, manufatto che risale al XIII secolo e che ha rappresentato per più di seicento anni un punto di riferimento per la comunità locale. La chiesa è stata definitivamente abbandonata negli anni cinquanta a seguito del crollo della copertura e della conseguente inagibilità del sito. La sensazione provata le prime volte che la vidi, venendo in DDS, era di dispiacere per le sorti in cui verteva, sensazione che ha attivato in me la curiosità sulla storia e le vicende umane di cui quelle mura portano testimonianza. La curiosità perciò si è trasformata, in accordo con i miei studi, in volontà di ridare alle persone la possibilità di usufruire ancora di questo significante luogo della comunità. In collaborazione con il laboratorio di Restauro del Politecnico di Milano della professoressa Giambruno abbiamo perciò sviluppato un progetto di conservazione e riuso. Un progetto che prevede la riqualificazione dell’opera e del sito, una nuova copertura in vetro e il riutilizzo della sala come luogo di incontro, di riflessione. Uno spazio a disposizione della collettività per funzioni culturali aggregative che rappresenti una testimonianza di identità e tradizione locale. Credo infatti che sia proprio questa la grande sfida con cui il tanto atteso Expo debba misurarsi, ovvero creare dei servizi e delle opportunità che rimangono attive nel territorio e che migliorino la qualità di vita dei cittadini anche dopo il passaggio di questa grande fiera internazionale.
Le premesse per la realizzazione di questo progetto, e di molti altri, sono insite nella struttura e l’approccio organizzativo che la DDS sta portando avanti al suo interno da diversi anni con ottimi risultati. Oltre a preparare infatti, atleti di primo livello in ambito internazionale propone un modello educativo che permette di conciliare l’attività agonistica ad alto livello con gli studi universitari. Un modello che non ha riscontri in ambito economico o di visibilità e acquista valore proprio in questo, nell’essere in contro-tendenza con le logiche puramente pecuniarie tanto in voga nella contemporaneità. Questa struttura formativa guarda lontano, all’organizzazione dei college inglesi e americani, alle nazioni in cui lo sport ha un ruolo primario nella crescita dell’individuo nel contesto sociale. Questa concezione, questa insolita “DIMENSIONE DELLO SPORT” unica nel suo genere nel territorio nazionale si manifesta in fatti, proposte, opportunità che permettono di sfatare il luogo comune del nuotatore, e dell’atleta in genere, troppo impegnato per coltivare interessi diversi da quelli sportivi . Un approccio che propone un modello culturale che si rifà ai canoni classici del Kalokagathòs, l’atleta–filosofo che cura contemporaneamente lo sviluppo di doti morali e fisiche. Un anfibio pensante insomma.

DDS S.r.l. via Stradascia, 20019 - Settimo Milanese (MI) - tel 02/3284743 - 3283116