All'Universiade la Maccagnola due volte d'argento (50
delfino e 4x100 mx)
Nei 100 rompe il muro del minuto In staffetta l'acuto di maggior
rilievo: 58.30
L'Universiade di Belgrado restituisce all'Italia una Maccagnola dal
respiro internazionale.
Da sempre in difficoltā nel nuotare ad alto livello in contesti di
prestigio, Cristina ha sfatato il tabų con una settimana di gare di
altissimo livello, premiate con due argenti.
Nei 50 delfino, la gara che pių le piace, la "Macca" č stata la
migliore di tutto il lotto sia in batteria che in semifinale. Nella
prova per le medaglie si č poi inchinata solo alla bielorussa
Khokhlova, obiettivamente superiore alla bresciana (25.97 a 26.52).
Nei 100 delfino ha finalmente rotto la barriera del minuto, dopo
aver inseguito questo traguardo per anni. Lo ha fatto due volte, in
batteria e semifinale (59.94 e 59.95), mentre in finale ha chiuso un
solo centesimo sopra i sessanta secondi.
Nella staffetta mista, dove l'Italia ha vinto l'argento dietro agli
Stati Uniti, Cristina ha offerto il meglio di sč. Raccolto il
testimone di Chiara Boggiatto in quarta posizione, la "Macca" č
risalita di due posti, mettendo dietro giapponesi e canadesi con un
grande 58.30 (con cambio a 42 centesimi!). Posizione poi mantenuta
da Erica Buratto nel libero finale.
Con le due medaglie all'Universiade e la costanza cronometrica
dimostrata, Cristina strizza l'occhio alla Federnuoto, che l'ha
convoca ai Mondiali di Roma nonostante non avesse ottenuto il pass
sul campo.