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Daniel non ha concluso
l'Ironaman delle Hawaii di sabato
Decisivo il penalty preso nel ciclismo, quando era in ottima posizione
Non c'è sorriso al ritorno dalle Hawaii per Daniel Fontana.
Il campionato del Mondo di Ironman si è rivelato osso durissimo.
Ma non è stato tanto il tracciato a tagliare fuori il vicecampione
mondiale di 70.3, quanto un penalty preso nella frazione ciclistica.
Qui è venuto fuori l'orgoglio dell'atleta di classe, che si è tradotto
in una sfuriata eccessiva per una prova di questo livello.
Era un momento in cui il calcolo e l'esperienza dovevano fare da
padrone, e invece Daniel ha risposto con l'istinto.
E su un Ironman, su questo Ironman soprattutto, proprio non ce lo si può
permettere.
L'eccessivo sforzo di Fontana per rientrare sul gruppone di testa ha
fatto saltare l'equilibrio sul quale si basa una prova come questa.
Al primo anno su questa distanza, l'atleta si può comunque ritenere
soddisfatto della stagione, nella quale ha fatto terzo in Sudafrica e
vinto il 70.3 di Mergozzo.
Era una stagione nella quale maturare esperienza, e così è stato.
la gara
La classica fuga in acqua di Andy Potts permette all'americano di
guadagnare circa 3 minuti. Fontana nuota bene e senza eccessivo sforzo.
Esce 17mo dall'acqua, in un gruppone che include praticamente tutti i
favoriti, staccati tra loro di pochissimi secondi.
Questo fa in modo che si formi un gruppone in bici, in cui le distanze
per evitare le scie talvolta vengono meno.
Poco prima del giro di boa Daniel viene fermato per scia. 4' minuti.
Daniel perde ovviamente i riferimenti importanti, ma anche la fiducia,
oltre a raffreddarsi muscolarmente.
Al rientro tenta di ricucire il gap. Lo sforzo è eccessivo. Fontana
arriva in T2 stremato e decide di ritirarsi.
Il Ford Ironman World Championship è stata vinta dall'australiano
McCormack, al secondo centro personale.
Daniel Fontana: "Una prima considerazione sul campo gara, davvero
di altissimo livello. Una seconda sul percorso, molto più duro di quanto
immaginassi vedendo le altimetrie. Inoltre c'era caldo e molto vento. Ma
non voglio cercare scuse. Ho peccato d'ingenuità tre volte. La prima
pensando di poter fare una gara da atleta protagonista, senza avere
l'esperienza per farlo. La seconda nel gioco delle scie che si crea,
inevitabilmente, nel plotone di testa.
Nell'Ironman non ho un nome internazionale "pesante" che mi potesse
tutelare. Dovevo stare più attento.
La terza ingenuità l'ho compiuta cercando di rientrare sui primi, quando
dovevo rimettermi sul passo senza strafare.
C'è delusione, ovvio, non si può nascondere. Ma è stata un'esperienza
indispensabile, dal quale trarre importanti spunti per il futuro".
Simone Diamantini (tecnico): "Il livello professionistico di chi
gareggia in queste prove è impressionante. Non c'è solo la preparazione,
ci sono anche molti altri aspetti da tenere conto, che vanno dai
materiali, all'alimentazione prima e durante la prova, alla tattica,
alla gestione della crisi. Solo a Kona ci siamo veramente resi conto di
quanto si possa e si debba crescere per poter competere in questa gara.
Sono convinto che Daniel
possa diventare un protagonista di questa distanza, ma mi rendo conto
che tutto dev'essere rivisto sull'esperienza maturata. Abbiamo pagato un
prezzo pesante, alle Hawaii, era inevitabile farlo. Ci vorrà del tempo,
ma ce la faremo".
La società e l'atleta ci tengono a ringraziare tutti gli sponsor, da CMB
a S-manie, da Stella Azzurra a X-Cape, oltre naturalmente a Principia,
Schwalbe, AquaSphere, Akron, Jolly Wear, fino all'ultimo partner che si
è unito al supporto, ovvero Hotelplan Italia, per lo sforzo di appoggio
all'impresa.
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